Molto prima che qualcuno creasse un’app per calcolare l’aspettativa di vita, assicurazioni e governi risolvevano già lo stesso problema di fondo: come pianificare qualcosa di incerto come una singola vita usando solo dati sulla popolazione. La loro risposta, perfezionata in circa due secoli, è la tavola di mortalità attuariale, uno degli strumenti più silenziosamente importanti della statistica applicata.
Che cos’è esattamente una tavola di mortalità attuariale
Una tavola di mortalità attuariale è un insieme di dati strutturato che parte da un grande gruppo di persone di una certa età (per esempio 100.000 neonati teorici o 100.000 persone che compiono 65 anni) e calcola, statisticamente, quante dovrebbero sopravvivere in ciascuno degli anni successivi in base ai modelli di mortalità osservati nella popolazione. Da qui si ricavano due valori per ogni combinazione di età e sesso:
- La probabilità di morire entro l’anno successivo
- Il numero medio di anni di vita che restano a chi raggiunge quell’età
Un esempio semplificato della forma dei dati è questo:
| Età | Probabilità appross. di sopravvivere all’anno successivo | Anni di vita residui appross. |
|---|---|---|
| 30 | ~99,9% | ~50 |
| 50 | ~99,6% | ~31 |
| 70 | ~98% | ~15 |
| 90 | ~89% | ~4,5 |
I valori esatti cambiano in base al Paese, al sesso e all’anno in cui la tavola è stata costruita, ma l’andamento (la probabilità di sopravvivenza diminuisce e gli anni residui si riducono con l’età, sempre più in fretta nell’ultima parte della vita) è sorprendentemente costante in quasi tutte le popolazioni mai studiate.
Chi usa queste tavole
Le tavole di mortalità attuariali lavorano dietro le quinte di diverse istituzioni che usiamo ogni giorno:
- I sistemi previdenziali pubblici le usano per prevedere per quanto tempo dovranno pagare le prestazioni, il che influisce sui contributi e sui calendari di pagamento.
- Le compagnie di assicurazione sulla vita le usano per stabilire il prezzo delle polizze: la probabilità di morte a ogni età è il dato centrale nel calcolo dei premi.
- I fondi pensione le usano per stimare per quanto tempo dovranno erogare un reddito pensionistico ai propri iscritti.
- Gli enti di sanità pubblica le usano per seguire come cambia l’aspettativa di vita nel tempo e dove gli interventi sanitari potrebbero essere più utili.
Dalla tavola di popolazione alla stima personale
Una tavola di mortalità attuariale “grezza” conosce solo la tua età, il tuo sesso e talvolta il tuo Paese: non sa se fai attività fisica, se fumi o se in famiglia ci sono casi di malattie cardiache. È questo il vuoto che un moderno calcolatore dell’aspettativa di vita cerca di colmare: parte dal valore attuariale di riferimento della popolazione per una persona come te, poi applica correzioni basate sulle evidenze per i fattori di stile di vita e di salute che la ricerca associa a una vita più lunga o più breve.
È esattamente l’approccio del calcolatore di questo sito: partiamo dallo stesso tipo di tavole di mortalità di popolazione usate dalla Social Security Administration statunitense e dagli organismi sanitari internazionali, poi aggiungiamo correzioni per fattori come attività fisica, fumo, alcol, sonno, alimentazione e familiarità, con un tetto all’effetto complessivo perché il numero finale resti realistico e non allarmante.
Vuoi vedere il tuo punto di partenza e le correzioni una accanto all’altra? Prova il calcolo dell’aspettativa di vita.
I valori riportati sopra sono approssimazioni semplificate e illustrative della forma tipica di una tavola di mortalità, non una tavola ufficiale di un singolo Paese o anno. Questo articolo ha scopo divulgativo e non costituisce consulenza finanziaria o attuariale.